Istanbul, Turchia
Costantinopoli
41.0086° N · 28.9800° E
Che cosa c è oggi
Santa Sofia è in piedi dall anno 537 e per quasi mille anni fu l edificio con la cupola più grande del mondo. Nella chiesa di San Salvatore in Chora, più piccola e meno visitata, si conservano i mosaici e gli affreschi del quattordicesimo secolo che segnano l ultima grande fioritura dell arte bizantina.
Perché questa immagine viene da qui
Qui si decise come si dipinge un icona e qui si decise, dopo un secolo passato a distruggerle, che dipingerle era legittimo. Le botteghe imperiali fissarono la tradizione ancora seguita, e da esse uscì l oro battuto così sottile che una foglia pesa meno dell aria che la muove.
Pezzi da questo luogo
Costantinopoli
Vergine dal manto d oro
Ref. AS015016 – AS015030 – AS015042
Non disponibile
Costantinopoli
Arcangelo Gabriele
Ref. AS027016 – AS027030 – AS027042
Non disponibile
Costantinopoli
Vergine Odigitria, colei che indica la via
Ref. AS032016 – AS032030 – AS032042
Non disponibile
Costantinopoli
Arcangelo Michele
Ref. AS033016 – AS033030 – AS033042
Non disponibile
Costantinopoli
Cristo Maestro
Ref. AS040016 – AS040030 – AS040042
Non disponibile
Costantinopoli
Uomo dei Dolori
Ref. AS041016 – AS041030 – AS041042
Non disponibile
Costantinopoli
Cristo in Gloria
Ref. AS050040
Non disponibile
Costantinopoli
Santa Marina
Ref. AS053016 – AS053030 – AS053042
Non disponibile
- Vergine dal manto d oro
- Il broccato del manto e il fondo craquelé sono memoria delle botteghe imperiali di Costantinopoli, dove l oro si batteva così sottile che una foglia pesava meno dell aria che la muoveva.
- Arcangelo Gabriele
- Il tipo dell arcangelo a mezzo busto, con la verga di messaggero e il nastro tra i capelli, si fissa nei mosaici di Costantinopoli, ai fianchi di Cristo nelle absidi. Di lì lo copiò tutto il mondo ortodosso, e questa tavola lo ripete con l oro consumato dei pezzi antichi.
- Vergine Odigitria, colei che indica la via
- L originale era venerato nel monastero degli Hodegoi a Costantinopoli, da cui prende il nome, e andò perduto nel 1453 quando la città cadde. È sopravvissuto nelle copie: è il tipo mariano più ripetuto nella storia dell icona.
- Arcangelo Michele
- Costantinopoli gli dedicò più chiese che a ogni altro angelo, a partire dal Michaelion che Costantino alzò fuori dalle mura. Di lì viene il tipo dell arcangelo guerriero, con l armatura di ufficiale romano e non con la tunica.
- Cristo Maestro
- La tavola ha il campo scavato a sgorbia, con un bordo di legno a vista tutto attorno. Quella cavità ha un nome, kovcheg, e non è decorazione: l immagine si dipinge dentro una scatola, non su una superficie piana, perché chi guarda si affacci invece di guardare di fronte.
- Uomo dei Dolori
- In greco questo tipo si chiama Akra Tapeinosis, l estrema umiliazione. È un immagine impossibile di proposito: il corpo è morto eppure sta in piedi. Non rappresenta un momento del racconto, rappresenta ciò che quel momento significa.
- Cristo in Gloria
- La tavola è rotonda, e non è un capriccio di formato: è la forma delle cupole. Ciò che qui si risolve in un cerchio di quaranta centimetri è quello che in una chiesa bizantina occupa l intero soffitto, con Cristo al centro e tutto il resto che gli gira attorno.
- Santa Marina
- Marina fu martirizzata ad Antiochia di Pisidia ancora giovanissima, e il suo culto si diffuse da Costantinopoli in mezza Europa. In Occidente la chiamano Margherita, ed è la stessa santa: due nomi per una sola vita.